Foto Perez

Augusto Perez


AUGUSTO PEREZ: MESSINA, 1929 - NAPOLI, 2000

Nato da padre siciliano e da madre milanese, nel 1936 si trasferisce con i suoi genitori a Napoli.

Una mostra personale a Roma nel 1955 e la partecipazione alla Biennale di Venezia, nell’anno successivo, richiamano l’attenzione dell’ambiente artistico su di lui, che viene considerato subito una delle personalità maggiori della giovane scultura italiana.
Da quel momento Perez è costantemente presente nelle principali rassegne internazionali d’arte, mentre la sua scultura da una posizione iniziale vicina al neorealismo si sposta verso una ricerca di forte accento esistenziale.

Una svolta decisiva e di esiti espressivi altissimi si ha intorno al 1963. "Dopo una serie di opere in cui s’acuisce il sentimento della crisi dei modi tradizionali  della scultura, Perez - osserva Vitaliano Corbi - con i Trofei e gli Specchi avvia, in netto anticipo sulla diffusione delle tematiche dell’autoriflessività della Conceptual Art, un singolare processo di mise en abìme dell’immagine plastica, creando una rete di rimandi autoreferenziali, interni all’opera e alla storia dell’arte".

Nel corso degli anni successivi Perez intreccerà sempre più strettamente nella sua ricerca una linea d’ispirazione che affiora da strati profondi della soggettività con il filo della coscienza critica del fare scultura, dell’interrogarsi sulle ragioni di questa e cercarle in tempi e luoghi tra loro lontani:
il mito della classicità e la grande stagione barocca, Donatello e Rodin.

La fantasia tragicamente visionaria di Perez ha impresso nella storia dell’arte di quest’ultimo quarto di secolo il segno d’una eccezionale tensione espressiva, con opere che alludono a problemi fondamentali: quelli del dolore, della solitudine, dell’inesorabile fluire dell’esistenza, della ricerca d’una verità che di continuo ci sfugge.

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