Augusto Perez
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Nato da padre siciliano e da madre milanese, nel 1936 si trasferisce con i suoi genitori a Napoli. Una
mostra personale a Roma nel 1955 e la partecipazione alla Biennale di
Venezia, nellanno successivo, richiamano lattenzione dellambiente
artistico su di lui, che viene considerato subito una delle personalità
maggiori della giovane scultura italiana. Una svolta decisiva e di esiti espressivi altissimi si ha intorno al 1963. "Dopo una serie di opere in cui sacuisce il sentimento della crisi dei modi tradizionali della scultura, Perez - osserva Vitaliano Corbi - con i Trofei e gli Specchi avvia, in netto anticipo sulla diffusione delle tematiche dellautoriflessività della Conceptual Art, un singolare processo di mise en abìme dellimmagine plastica, creando una rete di rimandi autoreferenziali, interni allopera e alla storia dellarte". Nel
corso degli anni successivi Perez intreccerà sempre più
strettamente nella sua ricerca una linea dispirazione che affiora
da strati profondi della soggettività con il filo della coscienza
critica del fare scultura, dellinterrogarsi sulle ragioni di questa
e cercarle in tempi e luoghi tra loro lontani: La fantasia tragicamente visionaria di Perez ha impresso nella storia dellarte di questultimo quarto di secolo il segno duna eccezionale tensione espressiva, con opere che alludono a problemi fondamentali: quelli del dolore, della solitudine, dellinesorabile fluire dellesistenza, della ricerca duna verità che di continuo ci sfugge. Con Il Laboratorio ha realizzato:
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